Scrivere di donne Anna Maria Ackermann memorie inedite

 

Due donne, una scrittrice e un’attrice, che il caso fa incontrare, si raccontano, si confidano gioie e dolori
delle loro esistenze, senza falsi pudori o ipocrisie. Dalla memoria dell’attrice emergono altre donne, icone di
epoche lontane, dove si intrecciano amori, ribellioni, fughe disperate da lager tedeschi, lutti familiari. Si
incastrano, come scatole cinesi, le vite al femminile di borghesi e contadine, come Mustiòla, e Laura,
nonna e madre della nota artista Anna Maria Ackermann.
Una contadina del chiusino, Mustiola, lascia la famiglia per andare a fare la dama di compagnia di due
giovinette dell’alta borghesia napoletana. Di lei si innamora il rampollo di casa. Da questa unione nasce
Laura, madre dell’attrice,, che sposa un giovane tedesco dal quale avrà tre figli. La vera protagonista di
questo romanzo è nonna Mustiola, la cui semplicità e fragilità ha sedotto l’autrice, che la dipinge con le arti
della parola filmica e dei colori della fantasia.
Altra importante protagonista delle memorie familiari della Ackermann è la madre Laura, che da
insoddisfatta giovinetta della sua condizione sociale, si trasforma in una donna coraggiosa e volitiva, dedita
ai suoi affetti. Come un’eroina di un romanzo ottocentesco, esibendo un carattere determinato e ribelle,
guida il suo piccolo nucleo familiare attraverso avventure, a volte pericolose, da cui riesce a districarsi con
furbizia e destrezza.
Nella seconda parte del romanzo, attraverso le lezioni di Anna Maria agli allievi del teatro “Totò” di Napoli
emerge il mondo vivo e ricco della produzione teatrale e letteraria napoletana, una delle ricchezze del
patrimonio di una città che si è liberata con fatica dagli antichi stereotipi che la stavano allontanando dal
panorama culturale italiano. Anna Maria è una Maestra insostituibile, che, per usare una definizione del
direttore del teatro “Totò”, Gaetano Liguori, il grande merito di Anna Maria Ackermann non è quello di
essere una grande attrice, ma di saper trasmettere l’insegnamento della sua professione perché è stata una
grande attrice.

 

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