Chiocciole Vagabonde presentazione romana allo Zibaldone di Cose

14 Settembre 2013:   Alle diciannove eravamo tutti lì, nel locale di Miguel, in via dei Marsi, numero 1, la cui insegna è  una promessa e una garanzia di poesia:  Zibaldone di cose

a sensazione del visitatore, che entra per la prima volta, è la meraviglia e il fascino delle belle cose: appesi al soffitto si mostrano luminosi lampadari di mille forme, che sembra abbiano rubato al sole e alle stelle la luce e i profili. Sulle pareti bianchissime sono disposti con eleganza quadri dalle sapienti e artistiche pennellate. Manufatti coloratissimi, forgiati da mani abili, si offrono dietro le vetrine limpide e chiare, attirando l’attenzione dei passanti. Insomma un ambiente ospitale e pronto ad accogliere anche il mio libro.

 

Mentre  entravo nell’ampia sala, accompagnata dallo scampanellio di un campanellino – era un suono vero o la mia mente era concentrata sulle varie sensazioni che stava provando? – Due poltroncine d’epoca, illuminate da delicate lampade da tavolo, attendevano me e i miei presentatori. Al centro non le solite sedie anonime delle sale di accoglienza, ma coloratissime seggiole in plastica, modernissime, che, invece di stonare con il resto dell’arredamento, valorizzavano la sua serietà con un certo numero di vivaci sorrisi.  In fondo al locale una grande tavola abilmente imbandita da Miguel, con i colori e i sapori del Sud del Mondo mediterraneo, quelli di  Napoli e Alessandria d’Egitto. la bellezza del locale la si deve al buon gusto e alla maestria di Miguel e dei numerosi artisti che mettono in mostra e in vendita i loro splendidi manufatti.

Avevo mandato l’invito  intitolandolo:

Il primo romanzo di Nunzia

Ma le iniziali parole del mio caro amico e presentatore del volume, al quale toglierò tutti i meritatissimi titoli accademici e culturali, chiamandolo solo Giorgio Stabile, o meglio, solo Giorgio, distrussero il genere letterario che gli avevo imposto, sostituendolo con il termine “memoriale”, un memoriale di una famiglia matriarcale, che ha accostato al Das Mutterrecht  di ‹bàkℎoofën, storico e antropologo positivista di Basilea.

L’analisi di Giorgio è stata minuziosa, lenticolare e onesta, ma il tono, le parole, la cadenza assorta e severamente dolce mi riempivano il cuore di calore e nostalgia. Mentre parlava, rivivevo le sensazioni di quando, seduta al computer, china sui tasti, mi emozionavo, fino alle lacrime sulle passioni e le sofferenze della famiglia e mie, mentre prendevano la forma di parole, raccontando – ripeto l’accostamento di Giorgio – Lo cunto de li cuntidella mamma e della nonna nella vecchia cucina della casa dei miei progenitori a Napoli.

Ciò che Giorgio disse, lo sentirete in sintesi nel video, le emozioni le dovete provare leggendo il libro.


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Zibaldone di Cose

Ecco il bellissimo video di Jo Amodio

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