Chiocciole a Frascati

Frascati, 29 ottobre. Sala del Comune, chiamata “sala degli specchi”, per i numerosi specchi, che sovrastano alcune consoles, addossate ai muri del salone.

Al centro, in mezzo alle poltrone per gli ospiti, un alto mobiletto porta proiettore, dal quale, come dalle “lanterne magiche” dei venditori di icone dell’Ottocento,fuoriuscivano fasci di luce, che disegnavano sul muro le immagini provenienti dal mio computer, di Alessandria d’Egitto, della Borgogna e della famiglia Conti.
Davanti una scrivania, sedute alla mia destra e alla mia sinistra, due donne, intellettuali, scrittrici e docenti universitarie, Laura e Novella. Ci conosciamo da vent’anni, donne in lotta nel lavoro e nella comunità.
Novella ha parlato del livro con passione, la stessa passione che tratteggia la sua personalità viva e irrequieta. Pur ammettendo che le sollecitazioni che vengono dal racconto sono molteplici, è riuscita a darne un affascinante quadro complessivo.
Laura, da donna intelligente e originale, qual è, ha messo in scena un’intervista inaspettata all’autrice. Il suo è stato un modo simpatico e apparentemente indiretto per esporre il suo punto di vista affettuoso e positivo, frutto di una lettura attenta e profonda.
Dovrei ripetere sentimenti già esposti prima, annoiando chi legge. Dirò solo che questa quarta presentazione delle Chiocciole mi ha donato momenti di gioia e calore. Il film che accompagna questo mio scritto è stato girato dal mio nipotino Fabrizio di undici anni, infaticabile e gioioso creatore di riprese filmiche, dono affettuoso alla sua nonna. Del resto questo mio memoriale è stato scritto, affinché i miei sei nipotini e i miei figli non dimentichino non solo la storia di una parte della loro famiglia, ma anche affinché mantengano e perpetuino a loro e ai loro discendenti le nostre tradizioni multiculturali.

 

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